“Se il mio corpo fosse una casa”: nel precedente articolo dedicato ai luoghi del corpo ho fatto riferimento a quella che io chiamo una frase magica in grado di aprire le porte all’esplorazione dei luoghi del mondo interiore.
Esplorare il corpo come se fosse una casa in cui entrare è una delle mie pratiche di consapevolezza corporea preferite. Trovo che sia la sintesi perfetta tra coaching e psicomotricità, le due grandi professioni che convivono dentro di me. E’ una pratica che utilizzo spesso (anche se ogni percorso è a sé) durante gli incontri individuali come strumento di auto-osservazione.
Esplorare il corpo come se fosse una casa, con tutti gli ambienti e gli spazi, può essere facile, divertente, un’esperienza creativa, oppure può essere una pratica difficile perché non si riesce a vedere nulla o perché ciò che si vede non ci piace o ci mette in difficoltà. A questo proposito ti chiedo di fare attenzione al significato che dai alla parola visualizzazione. Utilizzare la tecnica di visualizzazione per esplorare il proprio corpo casa non significa necessariamente utilizzare il canale visivo, ma utilizzare tutti i sensi. E’ probabile che tu possa “vedere” la tua casa, ma è altrettanto probabile che tu la possa percepire sotto forma di sensazioni termiche (caldo, freddo), viscerali o di odori e suoni.
Photo by Christian Regg on Unsplash

[…] sulla mia strada ho la possibilità di esplorare delle zone del mio mondo interiore (o del mio corpo-casa) e scoprire un significato importante sulla mia biografia. In un certo senso, ogni volta che […]
[…] sulla mia strada ho la possibilità di esplorare delle zone del mio mondo interiore (o del mio corpo-casa) e scoprire un significato importante sulla mia biografia. In un certo senso, ogni volta che […]