Di solito, si parla di “sogni nel cassetto” per riferirsi a desideri o progetti che sembrano troppo grandi, troppo lontani, o semplicemente non realizzabili.
Negli ultimi anni, siamo stati sommersi da messaggi motivazionali che ci spingono a realizzare tutto, sempre, come se ogni sogno dovesse necessariamente diventare un obiettivo da raggiungere. E in parte è vero: credere nei propri sogni è importante. Ma mi piace pensare che non tutti i sogni siano fatti per uscire dal cassetto.
Alcuni sogni hanno bisogno di restare lì, in quel luogo silenzioso e protetto, perché proprio da lì continuano a svolgere la loro funzione: quella di ispirarci, di accompagnarci, di farci battere il cuore anche solo all’idea.
Un sogno nel cassetto può essere un seme che attende il momento giusto. Oppure un rifugio, uno spazio interiore dove tornare per ritrovare forza, leggerezza, immaginazione. Non sempre sognare significa evadere: a volte è un modo per rimanere in contatto con ciò che ci anima, anche quando fuori tutto è fermo o difficile.
Sognare attiva la fantasia, apre mondi interiori, allarga lo sguardo. E questa capacità di immaginare – anche senza concretizzare – può diventare una vera risorsa.
Sognare può essere un atto creativo in sé, un modo per nutrire la nostra energia più autentica, per ricaricarci nei momenti di stanchezza, per ritrovare un senso, anche quando la realtà non lascia molto spazio.
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[…] Giorno dopo giorno, idea dopo idea, la sensazione della frustrazione prevale e pian piano smetti di utilizzare la creatività e l’intuizione; sognare ad occhi aperti non porta molto lontano se non riesci ad impegnarti a realizzare le tue idee. Nonostante questo anche i sogni nel cassetto hanno una loro funzione, te lo racconto in questo articolo: “i sogni nel cassetto”. […]
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