Consapevolezza corporea

L’incontro con il dolore (prima parte)

Quando un dolore o un disagio si fanno sentire attraverso il corpo, hai diverse opzioni. Puoi scegliere di intervenire eliminando il dolore, puoi prenderti del tempo per ascoltare il sintomo e comprenderne il senso oppure puoi integrare i due approcci.

Dare attenzione ad un dolore nel corpo è fondamentale per capire il messaggio di cambiamento che porta con sé, ma non sempre è opportuno limitarsi a questo. Ci sono casi in cui una malattia ha bisogno di essere contenuta, intervenendo sul dolore, perché solo in questo caso ci si può riservare del tempo per comprenderne il senso.

Se la malattia per te in questo momento rappresenta solo un ostacolo sul tuo cammino potresti optare per una risoluzione veloce per eliminare il sintomo. Se invece riconosci al sintomo una motivazione, una logica anche se non del tutto chiara, potresti scegliere questa difficoltà per apportare dei cambiamenti alla tua vita.

Non c’è una strada giusta o sbagliata, ma ci sono le tue priorità in quel momento.

Puoi chiedere un consulto ad una professionista o anche cercare la risposta attraverso la lettura di libri che parlano della corrispondenza tra sintomo corporeo e significato emotivo ( su questo tema scriverò un articolo più avanti).

La lettura simbolica di un dolore fatta da un professionista può essere di aiuto solo se ti poni in un atteggiamento di centratura e di ascolto.

Cercare un aiuto esterno per comprendere cosa ti stia succedendo nel corpo a livello simbolico, e per avere uno specchio con cui confrontarsi, è importante a patto di non dimenticare che la risposta si trova dentro di te e che il linguaggio del tuo corpo è unico.

Non puoi delegare interamente la soluzione all’esterno o ad altre persone: tu sei coinvolta/o ed è necessaria la tua partecipazione e collaborazione.

Esistono sempre differenti letture possibili sullo stesso sintomo.

Ogni sintomo coinvolge sempre diversi livelli ed ha un messaggio diverso per ognuno/a di noi. Confronta sempre le tue intuizioni, il tuo sentire, con il linguaggio metaforico del professionista e trova un punto di incontro o di risonanza tra i due linguaggi.

Ogni malattia è un processo in evoluzione che necessita di una visione di insieme per essere affrontata nel migliore dei modi e affinché possa essere trasformativa.

Ogni professionista della cura sa che la guarigione è un processo complesso e che può essere raggiunta solo con una sincronia di intenti e dalla volontà di voler veramente guarire. La guarigione, il sollievo, la libertà dal dolore, è qualcosa che proviene dal tuo interno per poi esprimersi e diventare visibile anche all’esterno.

Chiedere aiuto per imparare a parlare e comprendere il linguaggio del tuo corpo diventa di fondamentale importanza per la tua salute. Questo è uno dei motivi per cui, quando scegli di chiedermi aiuto in un momento di difficoltà, cammino accanto a te permettendoti di scoprire le tue potenzialità, le parole del tuo corpo, senza sostituirmi a te o darti ricette magiche. L’indipendenza emotiva e l’autonomia nella tua crescita sono punti chiave per me.

Io non so cosa è meglio per te: sarebbe un atteggiamento presuntuoso ed arrogante da parte mia crederlo, io posso solo accompagnarti e supportarti nella ricerca del tuo senso.

Per il momento mi fermo qui e ti propongo di leggere altri due articoli su questo tema. La prossima settimana tornerò su questo argomento dandoti qualche suggerimento pratico.

Ascolta il tuo corpo: diventa un’aragosta.

E se anche tu imparassi a fare come l’aragosta? “L’aragosta è un animale morbido e molle che vive dentro un guscio rigido che non si espande mai.  Mentre il corpo dell’aragosta cresce, il guscio resta immobile e  diventa sempre più stretto e scomodo, al punto che l’aragosta non può fare altro che liberarsene. Sentendosi sempre…

Il linguaggio del sintomo

Quando il corpo parla attraverso il linguaggio del sintomo non è mai un momento semplice da gestire, è il momento in cui incontri il dolore e i tuoi limiti. Il corpo utilizza diversi linguaggi per comunicare come ad esempio le emozioni, le sensazioni, le percezioni corporee, ma il sintomo è la “parola del corpo” più…

2 pensieri su “L’incontro con il dolore (prima parte)”

  1. Tempo fa le analisi mi avevano dato valori “sballati” al fegato.
    Proprio in quel periodo stavo rielaborando il mio passato ed era emerso che avevo represso per una vita l’emozione della rabbia (considerata da me totalmente negativa).
    Leggere questo articolo mi ha fatto capire.che forse non era una coincidenza… 🙂
    Argomento molto interessante in ogni caso.
    Sono d’accordo soprattutto sul discorso della “collaborazione” tra paziente e terapeuta

    "Mi piace"

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