Consapevolezza corporea

Macrameditazione: macramè e meditazione.

Macramè e meditazione, consapevolezza corporea e creatività. Con l’articolo di oggi voglio portarti dentro alla mia nuova quotidianità e farti scoprire le potenzialità dell’atto di creare con le mani.

Ho già raccontato in questo blog della creatività come cura e del filo che unisce il macramè alla consapevolezza corporea (vedi i due articoli sotto), ma oggi voglio condividere un approfondimento sulle fasi di lavorazione.

Il diario creativo

Cos’è il diario creativo? E’ un quaderno che utilizzo per raccogliere i miei appunti sul processo creativo, i racconti dal corpo, le storie di macramè e le consapevolezze artistiche. La via della creatività è ritornata nella mia vita con così tanta forza che è diventata cura e sostegno in un momento di cambiamento. La scrittura,… Continua a leggere Il diario creativo

Lavorare con la tecnica del macramè per me non significa solo intrecciare i fili per creare oggetti o dedicarmi ad un nuovo hobby, ma si tratta di essere pienamente presente nell’atto di creare, di “radicarmi nelle mani” per esprimere, anche in questo modo, la mia energia creativa e curativa. Si tratta di entrare in contatto con l’artista interiore.

Creare con la tecnica del macramè significa attraversare diverse fasi di un processo, alcune molto diverse tra loro. Ogni fase lascia emergere una sfumatura del mio mondo interiore ed una caratteristica della mia personalità.

Ogni artista segue delle fasi che rappresentano il suo stile di esprimersi, quelle che di seguito ti descrivo sono le mie in questo momento, ma non possono diventare una regola universale e rigida. Siamo in costante cambiamento, ricordalo!

La creatività che appare agli occhi del mondo esterno come spontanea e guidata dall’intuito in realtà ha molto a che fare con la disciplina, la costanza, la pazienza e, nel mio caso specifico, con l’ascolto del corpo.

Non si crea con la fretta, bisogna rispettare i tempi di lavorazione.

In questo ultimo anno di lavoro con il macramè sono riuscita ad identificare 4 grandi fasi di lavorazione: Ispirazione, Progetto, Nodi, Osservazione e Distacco.

Ispirazione

Questa parte del lavoro fa emergere il mio lato spirituale e intuitivo.

Il desiderio di creare un nuovo arazzo nasce dal centro, dalla casa dell’intuito. La fase dell’ispirazione è la fase che richiede l’ascolto del corpo, la centratura e spesso anche l’utilizzo di carte oracolo, di Tarocchi e Rune o la lettura di estratti di libri.

L’intuito e l’ascolto profondo mi guidano anche nella scelta del legno, dei fili, dei colori e delle dimensioni del prodotto finale.

E’ l’intenzione che crea la direzione del progetto. A volte arriva forte e chiara ad esempio: “voglio creare un arazzo/totem che possa portare energia di protezione” oppure “Voglio creare un arazzo che possa portare gioia in quella casa, a quella persona”. A volte, invece, l’intenzione è confusa e sento solo il bisogno di creare. A lavoro terminato, nella fase di osservazione e distacco, l’intenzione si mostra evidente con il suo messaggio.

Progetto

La fase del progetto è quella che più di tutte fa emergere il mio lato organizzativo e anche i miei studi nell’ambito del coaching. Durante la progettazione creo un piano di azione e un elenco del materiale che mi servirà. Il piano di azione consiste sia nello stabilire i tempi di lavoro in modo da rendere fluida e libera la creazione sia nella definizione del disegno e la scelta dei nodi da fare. Nell’elenco del materiale, oltre ai legni (se servono), dedico del tempo per scegliere i fili e i colori.

Per quanto riguarda la scelta del filo, molto dipende dal lavoro che voglio fare e dal risultato che voglio ottenere. Ci sono corde con le quali non è possibile fare le frange, ci sono diversi spessori e diversi materiali (cotone, lino etc.). Al di là dello spessore e della caratteristica (filo unico, filo ritorto, cordino etc.) io preferisco utilizzare fili provenienti da materiale riciclato.

tempi di lavoro sono un’altra parte importante alla quale dedico attenzione. Creo lo “spazio-tempo in agenda” per il macramè e mi godo il momento senza avere la sensazione di avere altre cose da fare. La fretta non è una buona compagna per il lavoro creativo. Quando inizio ad annodare porto anche attenzione alla postura e faccio degli intervalli regolari per riposare.

Una volta che il piano di azione è definito e il materiale è pronto la fase di intreccio e annodatura sarà ancora più libera e divertente. Di solito tengo due o tre progetti pronti e il giorno stabilito mi lascio guidare dal momento per scegliere quale arazzo creare.

I nodi

In questa fase c’è la parte di consapevolezza corporea che si fonde con l’aspetto creativo.

Se la fase della progettazione è stata fatta con cura allora posso lasciarmi guidare dai nodi ed entrare nel flusso. Quando annodo provo una sensazione simile a quella dello stato meditativo (forse capirai ora perché ho scelto il nome macrameditazione).

Durante l’intreccio e l’annodatura, la consapevolezza corporea entra in gioco non solo attraverso le mani, ma anche con tutto il corpo. In base al lavoro da realizzare, assumo posture diverse (in piedi, seduta a terra, seduta su una sedia) e ho consapevolezze diverse.

Io prediligo lavorare in piedi (senza scarpe) mantenendo un buon contatto con il pavimento, facendo attenzione al lavoro delle spalle e regolando l’altezza del supporto per non inclinare troppo il collo o sovraccaricare le braccia con la tensione muscolare.

Il contatto dei piedi con il pavimento mi mantiene radicata a terra mentre lavoro “connessa” in alto. Le mani diventano canali che fanno scorrere non solo il filo tra le dita, ma anche la mia energia. 

Osservazione e distacco

Dopo aver terminato la fase dei nodi lascio passare un po’ di tempo, in modo che i fili e i nodi possano prendere bene forma e soprattutto che io possa prendere una giusta distanza dal prodotto finito.

La fase dell’osservazione e distacco è una fase molto particolare e delicata, è il momento in cui osservo da un altro punto di vista il lavoro e faccio degli aggiustamenti (se necessari). Spesso faccio una meditazione permettendo allo sguardo di giocare con gli intrecci creati dai nodi. Quando sento che il processo è terminato prendo la distanza dal macramè e lascio che possa liberarsi e trovare il suo posto.

Il processo di distacco è un processo che compio sempre con ogni mia creazione (sia con i libri che ho scritto che con le pratiche di consapevolezza che organizzo) e che mi permette di non identificarmi con il prodotto finale pur riconoscendo che dentro a quella creazione c’è una parte della mia energia.

Se ho aperto uno spazio di curiosità dentro di te ti suggerisco di andare anche a vedere qualche mia creazione sul blog https://macrameditazione.wordpress.com e se hai voglia di avere uno dei miei arazzi a casa tua o nel tuo studio, sarò felicissima di poter creare per te!

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