Un anniversario di cambiamento e consapevolezza
Agosto 2020. Sono passati cinque anni dalla pubblicazione di Le parole del corpo. Appunti di consapevolezza al femminile e ancora oggi mi sorprendo nel vedere come questo libro continui a trovare nuove lettrici — e, con mio grande stupore, anche nuovi lettori. Nel tempo ha preso strade inaspettate, è entrato in case e vite diverse dalla mia, ha attraversato storie e momenti lontani fra loro, ma sempre con un tratto comune: il desiderio di cambiamento. Perché è di questo che si tratta, in fondo: di un libro sul cambiamento. Un invito ad ascoltare il proprio corpo, a riconoscere le parole che esso ci sussurra ogni giorno e che non sempre siamo in grado di ascoltare.
Oggi voglio dedicare qualche riga a questo libro, non solo per celebrarlo, ma per riguardarlo da qui, cinque anni dopo. Per lasciar parlare ancora una volta le sue parole, e condividerne altre, nate dopo, in quel continuo movimento che è la consapevolezza.
Cinque anni fa non potevo immaginare cosa avrebbe generato questo libro. Non sapevo che mi avrebbe aiutata a capire meglio me stessa. Non sapevo che avrebbe innescato dialoghi profondi con lettrici e lettori, né che alcune delle parole scritte avrebbero avuto un’eco così lunga. Rileggendolo oggi, mi accorgo che molte cose le scriverei in un altro modo, ma va bene così. Il libro è lo specchio di un passaggio, di un momento della mia vita, e come tale conserva una sua autenticità. Lasciarlo così com’è è anche un modo per onorare chi ero quando l’ho scritto.
Un libro che continua a viaggiare
Le parole del corpo continua ad avere una sua vita autonoma, indipendente da me. È come se avesse preso il largo tornando ogni tanto con nuove storie, nuovi incontri e nuovi significati. Nel tempo ho ricevuto tanti messaggi, alcuni molto toccanti e molti di questi sono arrivati da uomini. Questo mi ha colpita profondamente.
Avevo scritto questo libro pensando a un pubblico femminile, con l’idea di offrire uno spazio sicuro, per riflettere sul proprio corpo, sulle emozioni, sul cambiamento. Ma nel tempo ho capito che gli otto luoghi che compongono il viaggio del libro appartengono a ogni essere umano. Perché tutti attraversiamo fasi, svolte, trasformazioni. Tutti abbiamo bisogno di parole per rientrare in contatto con il corpo, per dargli voce.
Il cambiamento è un’esperienza universale.
I percorsi interiori non hanno genere: attraversano l’anima con la stessa forza, lo stesso bisogno di verità e trasformazione. È vero, il corpo di una donna e quello di un uomo vivono mutamenti differenti, in particolare nei passaggi segnati dai cambiamenti ormonali. Ma ciò che si muove dentro, nel profondo, ha una voce comune. È la voce dell’essere umano che cambia, che cerca, che si ascolta. E in questo sentire, siamo molto più vicini di quanto crediamo.
Un viaggio in otto luoghi
Il libro è strutturato come un viaggio. Otto luoghi, otto capitoli, otto tappe interiori. Ogni tappa affronta un tema specifico, ma è collegata alla precedente e apre alla successiva, in un andamento circolare e fluido.
All’inizio di ogni capitolo ho inserito delle “chiavi di accesso” – parole chiave che danno un’idea dell’argomento trattato – e un suggerimento musicale, una traccia sonora per favorire un ascolto più profondo, corporeo. Alla fine, i “post-it”: brevi concetti da portare con sé, come se fossero piccoli semi da far germogliare nel tempo. La lettura ideale non è quella veloce, da tutto in un fiato. È una lettura lenta, immersiva, che richiede soste. Una lettura da fare con il corpo, lasciando che le parole trovino il loro posto dentro di noi.
Ma da dove viene questa idea dei luoghi da attraversare con la lettura?
Tutto è iniziato con una domanda: “Se il mio corpo fosse una casa?” Una frase semplice, ma potentissima. È stata questa pratica immaginativa che ha dato vita al percorso.
Scrivere questo libro ha avuto per me una funzione trasformativa. È stato un processo di ascolto, di raccolta e di rielaborazione.Un modo per attraversare dolori, intuizioni, consapevolezze. E come spesso accade con i processi sinceri, ha generato connessioni. Con chi lo ha letto, con chi ne ha parlato, con chi lo ha consigliato ad altri. Per questo continuo a pensare che Le parole del corpo sia un libro “magico” – non per i contenuti in sé, ma per ciò che è riuscito a far emergere, in me e in chi l’ha incontrato.
Ogni lettura ha il suo tempo e ogni libro arriva quando siamo pronti. Se hai già letto Le parole del corpo, magari potresti risfogliarlo oggi, rileggere un passaggio, vedere cosa risuona adesso. Se invece non l’hai ancora letto, forse questo è il momento giusto per iniziare il viaggio.
Il libro è disponibile in formato cartaceo e digitale su vari store online: Youcanprint, IBS, Il giardino dei libri, Feltrinelli, Mondadori, Kobo, Kindle e altri ancora. Basta digitare “Le parole del corpo. Appunti di consapevolezza al femminile”.
Chiudo questo articolo con un grande grazie.
A chi ha letto, a chi ha condiviso, a chi ha scritto per raccontarmi cosa ha trovato dentro quelle pagine.
A chi, anche solo per un attimo, ha sentito che il proprio corpo aveva finalmente trovato parole per raccontarsi.
