Un anno fa, in questi giorni, usciva il mio terzo libro: Nodi di benessere. Il potere terapeutico del macramé.
Un libro che non è stato solo un progetto editoriale, ma un vero e proprio percorso di vita, un intreccio di esperienze, riflessioni, e nodi che hanno accompagnato e continuano ad accompagnare la mia crescita personale e artistica.
Quando l’ho scritto, non pensavo soltanto a “raccontare il macramé”: desideravo dare voce a un cammino che aveva radici profonde. Oggi, a distanza di un anno, rileggere alcune pagine significa rivivere emozioni, dubbi, conquiste e soprattutto la scoperta di una nuova libertà.
Il richiamo dell’artista interiore
“Il mio lato creativo è sempre stato presente, come un fiume sotterraneo che scorre silenzioso, nutrendo il terreno della mia esistenza. Tuttavia, c’è stato un momento in cui ho avvertito una ‘chiamata’ interiore più forte, come se l’artista che viveva in me, fino ad allora nascosta e timida, avesse finalmente trovato il coraggio di farsi avanti e bussare con insistenza alla mia porta.”
Quel momento ha segnato l’inizio di un percorso non semplice. Per anni ho affrontato cambiamenti importanti nella mia vita: lasciare un lavoro a tempo indeterminato, cambiare città, attraversare separazioni. Ma ammettere — con me stessa e con gli altri — di avere un’anima artistica, è stata la sfida più grande.
“Ammettere di avere un animo artistico è stato più difficile del previsto! Non si trattava semplicemente di adottare un’etichetta o di definirmi artista. È stato un passaggio che mi ha messa di fronte a dubbi, blocchi, paure, e persino a una serie di disagi fisici. Ho dovuto imparare la determinazione e la pazienza, e accettare la sofferenza come parte del percorso.”
Riconoscere il mio “artista interiore” non è stata una resa passiva, ma un atto di fiducia. Un lasciarmi attraversare dalla vita.
Scegliere la propria voce
“Trovare il modo giusto di comunicare i miei talenti, e scegliere la forma espressiva che li facesse brillare, è stato un processo che ha richiesto tempo e pazienza. Ho esplorato diverse strade, fallito e tentato di nuovo. Sono convinta che questo cammino sia in costante evoluzione, poiché ogni nuova esperienza e scoperta arricchisce la mia espressione artistica.”
La mia voce ha preso forma nell’arte tessile, in particolare nel macramé, accompagnata dalla scrittura. Due strade che sembravano lontane ma che, intrecciate insieme, hanno creato per me un’armonia profonda.
“Realizzare arazzi con la tecnica del macramé è un atto che mi risulta spontaneo, quasi istintivo, come se fosse una parte integrante del mio essere. Tuttavia, anche in questo ambito, ho dovuto confrontarmi con un blocco significativo. Il mio lato pratico spesso si domandava: ‘Che farò con tutti questi arazzi? Qual è il loro vero scopo?’”
È stato proprio pormi queste domande a portarmi a una nuova consapevolezza: che l’arte non ha sempre bisogno di una funzione pratica per esistere. Può semplicemente nutrire l’anima.
“Un arazzo, come un quadro, non ha una funzione pratica nel senso tradizionale, ma è capace di nutrire l’anima. Quando creo un arazzo, intreccio fili e racconto una storia, creo un luogo di bellezza e rifugio, sia per me sia per chi lo osserva.”
La struttura del libro
Nodi di benessere si sviluppa in tre parti, che riflettono il mio percorso e allo stesso tempo lo rendono accessibile ad altri:
- La parte autobiografica — in cui condivido la mia esperienza personale e la nascita del mio legame con il macramé.
- La parte teorico-pratica — che esplora i benefici dell’arte di annodare, spiegando come possa migliorare salute mentale e fisica.
- La parte emotiva e spirituale — dove il macramé diventa un atto meditativo e un vero strumento di crescita personale.
Oggi, a un anno dalla pubblicazione, mi accorgo di come questo libro continui a trasformarsi insieme a me. Ogni nodo e ogni pagina hanno rappresentato un atto di guarigione, un passo verso una maggiore autenticità. E il dono più grande è scoprire che ciò che ho intrecciato con le mie mani e le mie parole può arrivare ad altri, offrendo bellezza, ispirazione e un senso di connessione.
Il “richiamo dell’artista interiore” continua ancora oggi, giorno dopo giorno. E so che, proprio come i fili del macramé, anche questo viaggio non ha un punto finale: si intreccia, si scioglie, si ricompone.
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