Da tempo non chiamo più vacanze i miei spostamenti. La parola “vacanza” l’ho sempre collegata all’idea di evasione, di interruzione, di qualcosa che serve a compensare una fatica.
Per me oggi un viaggio è prima di tutto un’opportunità per vivere esperienze che lasciano un segno, che insegnano qualcosa, che aprono nuove domande.
Non parto per staccare, ma per incontrare: luoghi, persone, paesaggi e spesso anche parti di me che nella quotidianità faccio più fatica ad ascoltare.
È successo anche lo scorso giugno, quando ho trascorso 10 giorni nel Finistère nord, in Bretagna. Il nome stesso — Finistère, fine della terra — racconta già tutto: lì dove sembra finire qualcosa, inizia sempre qualcos’altro. E io mi sono proprio sentita al confine tra qualcosa che si chiudeva e qualcosa che stava per cominciare.
Descrivere la Bretagna non è semplice. È una terra particolare e non è detto che arrivi a tutti allo stesso modo. Come ogni luogo con una forte identità, la Bretagna ti parla se sei disposto ad ascoltare. E ciò che dice cambia da persona a persona. In fondo, un luogo è sempre anche un’esperienza energetica: lo percepiamo attraverso gli occhi, certo, ma anche e soprattutto attraverso la nostra sensibilità e lo stato d’animo con cui arriviamo lì.
Della terra Bretone posso solo raccontare com’è stata per me: sorprendente, intensa, a tratti silenziosa e a tratti potentemente comunicativa. Come ho già raccontato per Lanzarote (Lanzarote: il silenzio della creatività), anche la Bretagna mi ha lasciato un messaggio.
Se amate la natura e credete nel suo potere terapeutico, forse questa regione potrebbe regalarvi messaggi importanti. Il tempo è estremamente variabile (le “quattro stagioni in un giorno” è una definizione che rende bene l’idea), le maree disegnano e cancellano paesaggi sotto i vostri occhi, il vento cambia direzione in pochi minuti, i fari spuntano tra le scogliere come sentinelle, e la luce nel mese di giugno non ha mai fine!
Durante quel soggiorno ho visitato diversi fari.Tra tutti, uno in particolare mi ha colpita in modo inaspettato: il faro di Kermorvan. Si raggiunge camminando lungo un sentiero immerso nella vegetazione, tra felci, rocce e vento. Alla fine del sentiero si attraversa un piccolo ponte e si arriva alla sua base. In quel momento, con l’aria limpida e l’orizzonte completamente aperto davanti a me, ho percepito qualcosa di sorprendente: la curvatura dell’orizzonte. Un dettaglio che mi ha letteralmente fermata.
Pare che in alcuni punti della Bretagna, per via della latitudine e della limpidezza dell’aria, la curvatura terrestre sia davvero più visibile. Ma al di là della spiegazione scientifica, per me è stato un segnale: un invito ad ampliare lo sguardo, ad aprirmi a qualcosa che va oltre ciò che già conosco. Come se la linea dell’orizzonte mi stesse dicendo che c’era altro da vedere.
Che lo sguardo può allargarsi, anche quando pensi di aver già visto tutto.
È stato lì che ho capito che anche il mio sguardo — personale e professionale — aveva bisogno di allargarsi. E che questo blog, come spesso è successo in passato, stava per evolvere ancora. Chi mi legge da tempo sa che questo spazio è sempre cambiato insieme a me. È nato con articoli sulla consapevolezza corporea, i percorsi educativi, il lavoro sul corpo come via per conoscersi e stare meglio. Poi è arrivato il macramè, che all’inizio sembrava solo un’arte manuale ma si è rivelato ben presto uno strumento profondo di cura, creatività e centratura. Con il tempo, i nodi sono diventati metafore e gli arazzi racconti.
E oggi sento che è il momento di fare un passo in più. Non si tratta di abbandonare il macramè, perchè continuerà ad avere uno spazio importante nel blog. Ma sento che è arrivato il tempo di dare voce anche ad altre forme espressive: la scrittura, le arti tessili in senso più ampio, le pratiche immaginative, i linguaggi simbolici.
Tutte strade che aiutano a stare in ascolto, a portare senso nei momenti di passaggio, a rallentare, a prendersi cura di sé.
Del resto, chi legge con attenzione se ne sarà forse già accorto. Con la rubrica Intrecci di lettura ho iniziato a parlare anche di libri che non riguardano direttamente il macramè, ma che toccano temi come la creatività, la trasformazione, il cambiamento. Piccoli segnali di una direzione che stava già prendendo forma.
E proprio ora, in questo periodo dell’anno in cui molte persone sono in vacanza, mi sembra naturale condividere questa riflessione. Perché anche le vacanze possono trasformarsi in esperienze consapevoli. Non servono grandi viaggi né mete esotiche. Basta un tempo diverso, uno sguardo più lento, un’attenzione più presente. Ogni luogo può lasciarci qualcosa, se siamo disposti ad accogliere.
Questo blog, quindi, si amplia e diventa una casa per più voci, più strumenti, più linguaggi.
Un punto di incontro per chi cerca ispirazione, lentezza, consapevolezza.
Ci sono altre arti, altre strade creative che meritano di essere esplorate, raccontate, condivise.
Penso alla scrittura, che da sempre mi accompagna. Alle arti tessili in senso più ampio.
Alle pratiche immaginative e simboliche che aiutano nei momenti di passaggio, di trasformazione, di rinascita.
Vorrei che questo spazio diventasse sempre di più un rifugio. Un piccolo faro che illumina la curva del proprio orizzonte personale. E proprio il faro è un simbolo che mi accompagna da tempo. Chi ha letto Le parole del corpo forse ricorda che l’ultimo capitolo è una passeggiata virtuale che termina proprio davanti a un faro, con un saluto che porto nel cuore: “ricordati chi sei“.
Sorprendentemente, anche in questo nuovo ampliamento di orizzonte mi accorgo – solo a posteriori – di essere stata guidata ancora una volta da un faro interiore. Ed è questa la magia più grande: lasciarsi sorprendere dalla coerenza profonda che ci abita, quando le scelte arrivano da un sentire più ampio e radicato nell’essenza.

Anche la parola Finlandia ha la stessa radice linguistica. È stata creata da un esploratore francese (che coincidenza) e significa ‘Fin-de-lande’, cioè fine della terra, verso nord. Anche qui ci sono fari da esplorare e in cui soggiornare. È una terra bellissima e ricca di verde e di acqua. Conclusione: ti invito a fare qui la tua prossima vacanza!
Ma che splendida idea!!