C’è un tempo che non si vede. Un tempo che non ha nome. Un tempo che inizia quando dentro qualcosa cambia, ma fuori tutto sembra uguale. È a questo tempo invisibile e fertile che ho voluto dare voce. È da qui che nasce La Tela della Luna, un nuovo progetto narrativo che intreccia arte, simboli e consapevolezza. Un ciclo di racconti poetici, simbolici, indipendenti eppure legati tra loro da un filo sottile: il filo del cambiamento.
Ci sono momenti della vita in cui tutto sembra procedere come sempre: il lavoro, la famiglia, i gesti quotidiani, gli impegni e le giornate che scorrono veloci. Ma dentro qualcosa sta cambiando. Non ha ancora nome, non ha una direzione precisa. È un sentire sottile, a volte appena percettibile, che però comincia a farsi spazio. È da lì che nasce questo progetto. Dal desiderio di dare parola a un tempo interiore spesso trascurato: quello della trasformazione. Un tempo che non coincide con eventi eclatanti, ma che si rivela nei dettagli, nelle domande che affiorano, nei silenzi che pesano più delle parole.
Negli ultimi anni, ho raccolto tante storie. Storie vere, intime, spesso sussurrate. Storie di donne tra i 45 e i 55 anni che, come me, stavano attraversando un passaggio. Alcune si sentivano perse, altre confuse. Alcune più forti, altre più stanche. Ma tutte, in modi diversi, stavano lasciando una pelle per incontrarne una nuova.
Non ho voluto raccontare una sola storia. Ho scelto di intrecciarle, come fili. Le ho mischiate, trasformate, rimescolate con le mie parole, la mia immaginazione, i miei simboli. Non sono biografie, ma racconti poetici e simbolici nati dall’ascolto profondo del corpo, del cuore e della trasformazione.
In alcune storie potresti riconoscerti, in altre no. E va bene così. Non c’è un’interpretazione da trovare, né un messaggio da decifrare. Ti invito a non leggere con la tua parte razionale, cercando riferimenti, spiegazioni, nomi. Non cercare me, o le altre donne da cui sono partite queste immagini.
Leggi con il cuore. Lascia che queste tappe ti parlino come vogliono. Non sono lezioni né istruzioni. Sono passaggi simbolici, soglie interiori, movimenti dell’anima.
Avrei potuto farne un libro. Ma queste storie non volevano restare ferme. Chiedevano spazio, lentezza, libertà. Per questo ho scelto il blog. Perché è il luogo più vivo che conosco. Qui posso condividere un racconto alla volta. Qui posso restare in ascolto. Qui posso lasciare che le parole si intreccino, mese dopo mese, con altri temi che mi abitano: il corpo, l’arte, il macramè, la consapevolezza.
La transizione a cui questo progetto dà voce è quella menopausale. È da lì che tutto è iniziato: da quel tempo poco raccontato e spesso frainteso che si colloca, per molte donne, tra i 45 e i 55 anni. Un tempo in cui il corpo cambia silenziosamente, e con esso mutano emozioni, bisogni, ritmi interiori. Non è una fine, ma una soglia. Un invito a tornare a sé stesse con uno sguardo nuovo.
Scrivendo e condividendo i primi racconti, ho compreso qualcosa che non avevo previsto: queste storie, pur ispirate dalla menopausa, toccavano corde profonde anche in chi non stava attraversando quella fase. Risuonavano in chi viveva trasformazioni silenziose, cambiamenti interiori ancora senza nome. Così ho lasciato che il progetto si espandesse, senza rinchiuderlo in una definizione. Perché se è vero che questi racconti nascono per dare voce alla menopausa è altrettanto vero che possono parlare a chiunque stia vivendo un passaggio importante nella propria vita.
Sono rivolti anche a chi è accanto a una donna in trasformazione. Perché il cambiamento ormonale che avviene in questa età porta con sé profondi smottamenti interiori, spesso difficili da comprendere o accogliere. Raccontarli in forma poetica e simbolica può aprire uno sguardo più ampio, liberare la parola, sciogliere il giudizio.
Può aiutare a non viverli come una frattura o un tabù, ma come un’opportunità di rinascita.
La Tela della Luna è un ciclo di racconti brevi e autoconclusivi, legati da un filo comune: la presenza di una protagonista senza nome – simbolo di ogni donna che attraversa una fase di transizione – e l’apparizione costante di una figura archetipica: Paumenosa. Ogni racconto rappresenta una tappa simbolica di un cammino interiore, un frammento di fiaba che può essere letto da solo o come parte di una trama più ampia. Ogni mese ne condividerò uno nuovo qui sul blog, lasciando spazio nel frattempo agli altri temi che abitano questo luogo: l’arte, il macramè, la consapevolezza.
A chi è dedicato
Scrivo queste storie per me, e per chi, come me, sta attraversando un cambiamento.
Per chi si sente sospesa tra un prima e un dopo.
Per chi non ha ancora parole per dire ciò che sente, ma le cerca.
Per chi desidera rileggere la trasformazione non come una perdita, ma come un ritorno.
Non cercare spiegazioni.
Lascia che siano le immagini a trovarti.
Ogni racconto è un invito. Ogni tappa, un incontro.
Che queste parole possano accompagnarti sul tuo cammino.
P.s. Cominciamo la settimana prossima con il primo racconto-incontro.
