Joy è l’arazzo in macramè simbolo della mia “parola-faro”. La storia di questo macramè riguarda l’integrazione tra la via della consapevolezza e la via della creatività ed è l’evoluzione della mia pratica della “parola-faro”.
Avere una parola faro significa avere una direzione chiara nella propria vita. Ancora prima di saper scegliere e formulare un obiettivo è infatti fondamentale fare un lavoro su sé stessi e scoprire la direzione che guida le nostre scelte. La parola faro diventa così un promemoria che ci aiuta a non perderci per strada o che ci aiuta a ritrovarla nel momento in cui l’abbiamo persa.
Ridurre ad una parola sola la propria direzione può essere difficile; lo scopo è quello di riuscire ad avere un punto fermo al quale fare riferimento. Si tratta di trovare una parola evocativa che in quel momento rappresenti per noi uno stile di vita. Ovviamente è una parola che può cambiare con il tempo e con le esperienze.

Di solito utilizzo i collage per la pratica della parola-faro, ma questa volta ho voluto tradurla con i fili e con l’utilizzo dei colori. L’arazzo che vedi in foto ne è la rappresentazione e la frase che leggi sotto è il promemoria che si nasconde tra i fili e i colori.
La chiave della cura si nasconde nella gioia
Dell’importanza della gioia in un percorso di crescita e consapevolezza ne ho scritto anche nell’articolo qui sotto.
Dov’è la gioia?
Dov’è la gioia nella tua vita? Questa è una delle domande più potenti che ultimamente mi ritrovo a fare durante le mie sessioni individuali. Dov’è la gioia nel tuo percorso di consapevolezza corporea? A volte succede che quando si intraprende un percorso di crescita personale e spirituale, emergano più facilmente sentimenti di sofferenza e di…
