Negli ultimi mesi, in tanti mi avete scritto per raccontarmi quanto trovate utili gli articoli che pubblico ogni settimana. Alcuni di voi li leggono come se fossero piccole lezioni di un corso. Altri aspettano il mercoledi’, come un momento da assaporare con calma a fine giornata oppure come ispirazione del mattino.
Questi feedback mi toccano profondamente. Perché mi ricordano che la scrittura, anche se nasce spesso da un’esigenza personale, può diventare uno spazio condiviso. Un piccolo appuntamento che, a modo suo, accompagna il cammino, il mio e il vostro.
Ed è proprio perché rispetto profondamente questo spazio – e la vostra presenza gentile e partecipe – che ho scelto di scrivervi per dirvi che il blog si prenderà una pausa.
Dal 18 giugno al 9 luglio, non pubblicherò nuovi articoli.
Non perché manchino le idee, ma perché – così come pubblico ogni settimana con costanza – con la stessa costanza mi concedo, ogni tanto, delle pause più lunghe. Chi mi segue da tempo sa che lo faccio almeno due o tre volte l’anno, è un po’ come se facessi respirare gli articoli.
La pausa come parte del ritmo
Credo fermamente che ogni processo creativo abbia bisogno di momenti di vuoto, di silenzio, di ascolto. Così come il corpo ha bisogno di riposo tra un movimento e l’altro, anche la scrittura ha bisogno di fermarsi per non diventare automatica, ripetitiva, scollegata dalla vita. Scrivere ogni settimana non è per me un semplice atto produttivo, ma una pratica di presenza. Per questo ho imparato nel tempo a riconoscere quando è il momento di rallentare, per poter poi ripartire con uno sguardo rinnovato e parole autentiche. Una pausa non è un’interruzione, ma un tempo che prepara. Un silenzio che accoglie. Un gesto di cura verso ciò che verrà.
In questo tempo sospeso, continuerò a raccogliere pensieri, ispirazioni, fili da intrecciare. Ma senza l’urgenza della pubblicazione. Solo con il piacere dell’ascolto e dell’attesa.
Grazie per esserci
Voglio ringraziare ognuna e ognuno di voi che mi legge, mi scrive, condivide un pensiero, un’emozione, un pezzetto del proprio percorso. Siete la conferma che esiste un modo di comunicare lento, profondo, vero. E che vale la pena coltivarlo, anche quando tutto sembra spingere verso la fretta e la superficie.
Gli articoli riprenderanno il 9 luglio.
A presto,
Barbara.
