Il ritmo lento dell’annodare potrebbe essere un buon modo per sintetizzare una delle tante caratteristiche dell’arte del macramé. Il macramé è infatti una tecnica artistica che utilizza i nodi per creare oggetti funzionali o decorativi.
Nel momento in cui ho scelto di utilizzare questa arte come via di consapevolezza, andando oltre la creazione di un prodotto, e ho iniziato ad insegnarla ad altre persone, mi sono resa conto ancora di più dell’importanza del ritmo dell’annodatura e del confronto con il ritmo della quotidiantà.
Nella pratica del macramé consapevole il ritmo lento dell’annodare può infatti aiutare le persone a rallentare e a trovare gioia nel processo creativo. Ogni nodo richiede attenzione e presenza; la consapevolezza del movimento la coordinazione dinamica delle mani contribuiscono a “centrare” il corpo-mente nel qui e ora soprattutto con chi non è abituato a fermarsi.
Annodare richiede tempo, ogni nodo è un respiro che permette di entrare in connessione con il proprio mondo interiore nell’esplorazione delle diverse parti di sé stessi.
Il ritmo lento dell’annodare può diventare un vero e proprio atto di rivoluzione interiore se vissuto in contrapposizione al ritmo veloce della propria quotidianità. Questo gesto semplice può diventare una forma di meditazione attiva, una modalità di connettersi con il presente in un mondo che sembra sempre in corsa e che porta spesso ad una iperstimolazione e ad una eccessiva importanza del fare rispetto all’essere.
La pratica del macramé vissuta come via di consapevolezza creativa diventa un modo per abbracciare la lentezza, per godersi il momento e per scoprire una possibilità di benessere “a portata di mano”.
N.B. In questo articolo mi sono concentrata solo su uno dei tanti benefici del macramé.
