Con Oltre il cerchio si è concluso il ciclo dei dodici racconti de La Tela della Luna. Oggi desideravo fermarmi un momento per ringraziarvi e lasciare qualche parola finale, così come ce n’era stata una all’inizio di questo percorso.
Questo progetto di scrittura è stato, prima di tutto, un esperimento. È nato come un racconto al mese, un appuntamento fisso qui sul blog, pensato per accompagnare chi legge in un percorso lento, disteso lungo un anno intero. In ogni mese ho ricevuto feedback diversi, a volte molto diversi tra loro, ed è stato proprio questo dialogo a farmi capire qualcosa che all’inizio non avevo previsto.
Avevo cominciato dedicando questi racconti alla perimenopausa, quel tempo invisibile che attraversa il corpo e, con lui, le emozioni, i ritmi e i bisogni interiori. Ma, grazie ai commenti, racconto dopo racconto, mi sono resa conto che il tema riguardava in realtà tutti. I cambiamenti di cui stavo scrivendo non hanno genere né età: sono passaggi evolutivi che molte persone attraversano in forme diverse e nei momenti più diversi della vita. Per questo Oltre il cerchio, l’ultimo dei dodici racconti, è arrivato come una conclusione naturale più che come una svolta. Il cerchio delle donne che mi aveva fatto da casa si è semplicemente aperto a chi, pur diverso da me, parlava la stessa lingua del cuore che cambia.
Questo percorso mi ha fatto riflettere anche su quanto il valore della scrittura online sia ancora spesso sottovalutato.
Quando parlo di scrittura online non mi riferisco ai social in senso stretto, ma a tutto ciò che prende forma in testi più lunghi: blog, newsletter, articoli. Spazi in cui non si comunica solo per “essere presenti”, ma in cui si costruisce un pensiero, si condividono esperienze, si trasmettono conoscenze.
In questi formati la scrittura non è meno importante di quella dei libri, è semplicemente diversa: più immediata nel dialogo con chi legge, ma capace allo stesso tempo di approfondire, di articolare, di far maturare un pensiero nel tempo.
E credo che questo sia un aspetto fondamentale, spesso ignorato: scrivere non è un’attività riservata a chi si definisce “scrittore” o viene riconosciuto come tale dall’esterno. È una pratica umana, che ha a che fare con la chiarezza interiore, con l’elaborazione delle esperienze, con il modo in cui diamo forma a ciò che viviamo.
Ognuno può scegliere quanto renderla pubblica o privata, ma il suo valore non cambia. Anzi, riconoscerlo significa anche imparare a dare più peso alle parole, a non sprecarle, a sceglierle con più consapevolezza.
Se stai leggendo questo articolo ma non conosci ancora La Tela della Luna, oppure ti sei perso qualche racconto lungo il cammino, questo è il momento giusto per tornare indietro. Qui trovi tutti i 12 racconti: LA TELA DELLA LUNA Ognuno può essere letto anche da solo, fuori dall’ordine in cui è stato pubblicato, come un incontro a sé. Non sono biografie, ma racconti dell’anima nati dall’ascolto e, proprio per questo, appartengono a chiunque vi riconosca qualcosa di sé.
Il ciclo dei dodici racconti si è concluso: la tela, per ora, è tessuta. Non so ancora quale sarà il prossimo filo da intrecciare. So che la scrittura continuerà a essere il mio modo di incontrare le persone, di fare domande e di condividere ciò che scopro lungo il cammino.
Scrivere è una pratica che costruisce il pensiero, e quando il pensiero si costruisce, le parole smettono di essere consumate e diventano una scelta.