Negli ultimi anni ho attraversato molti spazi digitali, alcuni li ho abitati a lungo, altri li ho solo sfiorati, altri ancora li ho lasciati senza troppo rumore. Non รจ mai stata una questione di giusto o sbagliato, quanto piuttosto di misura: capire dove riuscivo davvero a restare, e dove invece finivo per perdermi.
Gli spazi digitali, in fondo, non sono cosรฌ diversi da quelli fisici: entrare non basta per sentirsi a casa.Serve tempo, ascolto, e la libertร di scegliere se restare oppure no. ร una questione molto personale, che ognuno deve attraversare a modo proprio, io lo faccio per tentativi.
Sono una persona curiosa e, ogni tanto, mi piace esplorare i luoghi digitali dove si scrive, si legge, si comunica, cercando quello che funziona per me e lasciando andare il resto. Lo faccio con leggerezza, senza drammi, sapendo che qualcosa resterร e qualcosa no.
Scrivo su questo blog dal 2018, per me รจ diventato una casa, un archivio vivo che continua a crescere, e resterร cosรฌ. Qui continueranno ad arrivare nuovi contenuti, con la stessa presenza di sempre, piรน o meno ogni dieci giorni.
Nel tempo ho sperimentato diverse piattaforme. Ho usato Facebook, poi l’ho lasciato nel 2019, e ci sono tornata solo nel 2025 per seguire alcuni gruppi. Ho provato Threads e l’ho chiuso. Instagram lo uso sempre piรน saltuariamente, piรน come vetrina che come spazio di espressione: รจ troppo veloce, troppo mutevole per il mio ritmo. Pinterest รจ un caso a parte: รจ bellissimo, ricchissimo, uno spazio pensato per i creativi e per chi ama raccogliere idee. Proprio per questo, con me funziona come un potente attivatore di stress. Ne ho giร troppe di idee, e Pinterest ne aggiunge a cascata, ognuna piรน bella e irraggiungibile della precedente, alla fine ho scelto di usarlo con molta parsimonia.
In tutto questo, rimane sempre valido lo stesso principio: trovare una misura che ci assomigli.
Da un po’ di tempo mi incuriosiva Substack. All’inizio l’ho usato da lettrice, seguendo alcune voci che mi interessavano, poi ho deciso di provare anche a scriverci. Quello che ho trovato รจ uno spazio diverso da quelli a cui siamo abituati. ร uno spazio lento, un luogo per chi ama leggere con calma, per chi cerca contenuti che abbiano respiro. I testi restano, non spariscono dopo poche ore: un articolo pubblicato oggi puรฒ essere letto tra un mese, senza essere sommerso da altro. In questo senso mi ricorda un po’ il blog e wordpress, o forse รจ semplicemente un altro modo di abitare la scrittura.
Per ora mi sta piacendo e poi, chissร . Ho sempre lasciato senza difficoltร gli spazi che non sentivo piรน miei, e se qualcosa cambierร non ne farรฒ un problema nemmeno questa volta. Prima di dire se un luogo fa per me, ho bisogno di attraversarlo.
Se sei qui da un po’, probabilmente sei una persona che ama i contenuti lunghi, che non si ferma alla prima riga. Per questo penso che Substack potrebbe piacerti, non solo per seguire me, ma come spazio da esplorare per conto tuo. Se ti va, puoi trovarmi qui: https://substack.com/@barbaraboschi . Puoi iscriverti gratuitamente e scegliere come leggere: via email oppure tramite l’app, che funziona come un feed semplice e senza distrazioni. I contenuti che pubblico lรฌ nascono dallo stesso intreccio di sempre, corpo, scrittura, filo, consapevolezza, ma a volte con un tono diverso, piรน vicino a una lettera che a un articolo.
Mentre rileggevo quello che ho scritto, mi sono chiesta: perchรฉ raccontare tutto questo? La risposta onesta รจ che non mi interessa nรฉ fare autobiografia nรฉ promuovere piattaforme. Quello che mi interessa davvero รจ la consapevolezza digitale: come abitiamo gli spazi online, con quale attenzione, con quale libertร . Questo รจ un tema che mi appartiene profondamente, molto piรน dei social in sรฉ. E forse รจ questo il filo che attraversa ogni scelta che ho raccontato qui: non tanto dove si va, ma come ci si sta.