Un giorno, mentre stavo facendo delle riflessioni sul tema delle relazioni – che spesso vengono anche definite legami – ho pensato di creare una lanterna con un tema speciale. Un oggetto semplice, costruito con uno schema elementare – lineare, essenziale – eppure capace di contenere qualcosa di molto più grande: la luce delle relazioni.
Ho scelto di dedicare questa lanterna proprio alle relazioni. A tutte. Quelle parentali, amicali, affettive. A quelle che nutrono, a quelle che sfidano, a quelle che insegnano. A quelle che restano, ma anche a quelle che se ne vanno.
Relazioni e benessere: un intreccio inevitabile
Non c’è crescita personale che non passi, prima o poi, dal confronto con l’altro. Le relazioni sono uno degli specchi più potenti della nostra interiorità. Riflettono bisogni, ferite, parti di noi che non sapevamo di avere.
Le relazioni, in tutte le loro forme – amicali, familiari, affettive – hanno un peso enorme sulla qualità della nostra vita. Nonostante questo, spesso ci avviciniamo ad esse in modo automatico, distratto, inconsapevole. Eppure sono proprio i legami che costruiamo – o che scegliamo di non costruire – a influenzare in modo profondo il nostro benessere psico-fisico.
Quando portiamo consapevolezza a ciò che viviamo con gli altri, tutto cambia: iniziamo a osservare i nostri schemi, riconoscere ciò che ci fa stare bene o ci ferisce, prendendo decisioni più allineate ai nostri reali bisogni.
Alcuni di noi vivono immersi in un paradosso: circondati da persone eppure attraversati da una profonda solitudine. C’è chi ha paura del vuoto e riempie ogni spazio con presenze spesso poco autentiche. C’è chi, al contrario, teme il legame e si rifugia dietro muri di autonomia, indipendenza, distanza. La verità è che le relazioni richiedono attenzione. Richiedono cura, presenza, ma anche pause. Richiedono ascolto, ma anche silenzi.
E, soprattutto, richiedono consapevolezza.
Nella pratica del macramè, ogni nodo ha bisogno dell’altro per creare uno schema. Eppure, ogni filo resta autonomo, libero di muoversi. Questo mi ha sempre affascinato: la possibilità di stare insieme senza perdere la propria individualità. È un messaggio importante che possiamo portare nella nostra vita quotidiana. Stare con gli altri non significa annullarsi, ma trovare modi nuovi per intrecciarsi, rispettando le nostre singolarità.
Ho deciso di lasciare ampi spazi vuoti tra i nodi di questa lanterna: perché ogni legame sano ha bisogno di spazi, di pause, di libertà. Mi sono accorta, lavorando, che questo schema raccontava molto delle relazioni: dovrebbero essere semplici, ma siamo noi a complicarle con le aspettative, con rancori non detti, con il bisogno di essere visti, approvati, amati.
Le relazioni sono organismi vivi: cambiano. Ci sono persone che attraversano la nostra vita per un tempo, e poi si allontanano: non è un fallimento, a volte è semplicemente la vita che ci porta in direzioni diverse. Fare pace con questo ci permette di lasciare andare senza rancore e di fare spazio. Perché solo quando c’è spazio qualcosa di nuovo può entrare.
E ogni volta che sento il bisogno di portare luce su una relazione – su qualcosa che sto vivendo con qualcun altro, o con me stessa in rapporto agli altri – accendo simbolicamente questa lanterna. La lanterna delle relazioni non dice cosa fare, ma invita a guardare con occhi nuovi.
A volte serve solo accendere una lanterna. Fare luce. Osservare con gentilezza. La luce che portiamo nelle relazioni non è mai una luce qualsiasi. È fatta di ascolto, di presenza, di intenzioni sincere. È una luce che non invade, ma illumina. Che non forza, ma mostra. Che non pretende, ma accompagna. E allora forse vale la pena ricordarselo: possiamo sempre scegliere di essere luce. Per noi. Per gli altri.
