Ci sono libri che sembrano bussare alla nostra porta in momenti precisi della vita. La via dell’artista di Julia Cameron è uno di questi. Un grande classico, citato e consigliato ovunque si parli di creatività, crescita personale e percorsi artistici interiori. L’ho menzionato più volte anche qui sul blog, ma oggi voglio dargli il posto che merita nel terzo appuntamento della rubrica “Intrecci di lettura”.
Pur essendo stato pubblicato per la prima volta nel 1992, è un testo ancora attualissimo, capace di risvegliare il nostro potenziale creativo anche quando ci sentiamo bloccati, svuotati o scoraggiati. È un libro che non si limita a essere letto: si pratica. Si attraversa. Si vive.
Julia Cameron lo definisce “un corso di recupero della creatività”, pensato per artisti e non artisti, per chi crea professionalmente o per chi vuole semplicemente tornare a sentire il piacere della creatività.
Il libro è suddiviso in 12 settimane di lavoro, ognuna con un tema centrale, riflessioni, compiti pratici ed esercizi. Tra questi, due sono diventati strumenti utilizzati anche in molti altri corsi:
- Le pagine del mattino: tre pagine scritte a mano ogni giorno, appena svegli. Non si tratta di scrivere bene, né di scrivere qualcosa di interessante. È un flusso libero, uno svuotamento mentale, uno spazio privato dove tutto può emergere senza giudizio. Un esercizio potente per entrare in contatto con se stessi e fare chiarezza.
- L’appuntamento con l’artista: un incontro settimanale con la propria parte creativa. Un tempo dedicato solo a sé, per nutrire l’immaginazione, stimolare la curiosità, ascoltare il proprio bambino interiore. Una passeggiata, una mostra, un collage, una musica ascoltata in silenzio: non importa cosa si fa, ma come lo si fa.
La via dell’artista non è una guida tecnica, non insegna a disegnare o a scrivere meglio. È piuttosto una guida alla fiducia creativa: una lente per osservare le nostre paure, i sabotaggi, le ferite legate all’espressione di sé.
È un invito a riconoscere che la creatività non è un talento riservato a pochi, ma un’energia vitale presente in ognuno di noi.
Per me è stato un libro importante, un punto di svolta in cui ho compreso che la creatività non è solo fare, ma anche essere. Che ogni gesto creativo è un messaggio che ci stiamo inviando e che può guarirci, un po’ alla volta.
Un consiglio per chi legge
La via dell’artista non è per tutti. Richiede tempo, dedizione, un investimento personale importante. Ma se si ha il coraggio di affrontarlo con sincerità, può riservare doni preziosi.
E se lo hai già letto, se lo hai già sperimentato, forse non è un caso che tu stia leggendo proprio ora questo articolo. Magari è il momento giusto per rileggerlo — o, meglio ancora, per rifarlo. Io l’ho attraversato più volte e ogni volta mi ha riservato sorprese diverse, come se il libro cambiasse insieme a me.
P.S. Hai perso i primi due appuntamenti con Intrecci di lettura? Nessun problema , trovi i link qui sotto.
