Consapevolezza, Consapevolezza corporea

La via del labirinto unicursale

Hai mai camminato in un labirinto unicursale? Io ho avuto la possibilità di farlo tre anni fa durante un seminario dedicato proprio a questa pratica. E’ stata un’esperienza intensa che porto ancora dentro di me.

Camminare nel labirinto unicursale fa emergere la nostra parte più profonda, la nostra parte intuitiva in modo naturale. Non serve chissà quale capacità per fare questa esperienza, è necessario però ESSERCI. Essere presente a ciò che accade, un passo dopo l’altro, alle emozioni e sensazioni che emergono nel corpo e alle immagini che appaiono. Vivere l’esperienza in piena consapevolezza e lasciare fare alla saggezza dell’universo.

“Non spingere il fiume… scorre da solo” è un principio filosofico che si applica perfettamente al labirinto.

Labirinto. Il Sentiero sacro. La riscoperta del labirinto come pratica spirituale. Lauren Artress

Esistono diversi tipi di labirinti, quello a cui mi riferisco è quello che viene definito unicursale. Questo labirinto è caratterizzato da una via unica da percorrere. Non ci si può perdere, al contrario ci si ritrova.

I labirinti unicursali che vengono utilizzati per queste pratiche meditative sono principalmente due. Entrambi hanno un’unica via pur avendo caratteristiche diverse, come puoi notare dai disegni sotto. Non esiste uno migliore dell’altro, entrambi ti conducono al tuo interno, alla fonte creativa che si trova dentro di te.

Il labirinto nel quale io fatto la mia pratica di cammino (il primo disegno) era una rappresentazione realizzata a mano da un maestro di geometria sacra, di quello che si trova sul pavimento della cattedrale di Chartres. Il seminario era condotto da Lucia Giovannini, formatrice che si occupa, tra le tante cose, di condurre seminari in Italia sul labirinto.

Labirinto unicursale: il disegno

Non è facile avere la possibilità di camminare in un labirinto unicursale, per questo motivo puoi provare l’esperienza anche utilizzando una penna, un pennarello o il tuo dito. Come puoi immaginare è un’esperienza molto diversa e non richiede il coinvolgimento globale del corpo, ma può essere un modo per allenare la tua presenza e la tua capacità di lasciar accadere gli eventi. E’ un allenamento per imparare a fidarti del processo.

Utilizzare il tuo dito o un pennarello per percorrere il labirinto ti permette di osservare il disegno da un altro punto di vista rispetto a camminarci dentro. Osservando il disegno puoi notare tutte le curve e tutte le volte che ti allontani e ti avvicini al centro. E’ un’esperienza da non sottovalutare e da tenere a portata di mano.

Qui puoi scaricare e stampare una copia del labirinto di Chartres.

[CURIOSITA’] : Tra i luoghi del corpo che avrei dovuto inserire nel libro c’era anche il labirinto. Una forte sensazione mi ha spinto a non inserirlo e a tenere questo luogo solo come immagine all’interno del capitolo dedicato alla soffitta. Le più attente se ne saranno accorte. Lascio a voi la gioia di scoprire dove l’ho nascosto 😉

Photo by Ashley Batz on Unsplash

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.