in laboratorio
Consapevolezza, Lettura, Scrittura

In laboratorio: forza e fragilità

In questo spazio semi interrato, che a me piace chiamare laboratorio, avviene l’elaborazione di tutto quello che emerge nel corpo. Nonostante l’assenza di luce esterna, la calda illuminazione artificiale crea una sensazione di protezione e sicurezza che è ciò che serve quando incontri sul tuo cammino il fallimento, la delusione e le difficoltà inaspettate. Il momento in cui incontri la tua fragilità è un tempo prezioso e fondamentale per la tua crescita, è il momento in cui scopri risorse che pensavi di non avere dentro di te. Il laboratorio è il luogo in cui poter coltivare la tua forza di resilienza e di trasformazione. E’ lo spazio in cui accogli le tue fragilità più grandi.

“Le parole del corpo. Appunti di consapevolezza al femminile.” Barbara Boschi

Il laboratorio è il luogo che ho scelto per affrontare il tema della forza della fragilità all’interno del libro.

Stare in laboratorio non è semplice, ma è un luogo che non si può evitare e dal quale, se impariamo a starci con saggezza, possiamo ricavare molti insegnamenti.

[CURIOSITA’] Per scrivere una parte del capitolo “in laboratorio” mi sono dedicata allo studio delle parole resistenza, resilienza e antifragilità e alla fine ho scelto le parole che il mio corpo preferiva: Forza e Fragilità. Trovo che questi due termini riescano ad essere corporei e quindi più facilmente riconoscibili nel corpo. La consapevolezza corporea è la mia specialità, non potrebbe essere altrimenti 😉

Se mi segui da un po’ di tempo, o se hai letto i miei libri, sai che “nelle parole mi perdo, nel corpo mi ritrovo”, per questo motivo non amo entrare nello specifico delle definizioni dei termini pur essendo una lettrice curiosa e ricercatrice. Ti lascio esplorare questi termini da sola, ma prima ti regalo qualche osservazione.

le parole del corpo

Resistenza, resilienza e antifragilità: nei tempi difficili hai bisogno di equilibrare tra loro queste tre capacità.

In laboratorio tra resistenza, resilienza e antifragilità

Alla parola resistenza si associa spesso un messaggio di forza: “Resisti, ce la puoi fare”. Spesso una persona “resistente” è vista come una guerriera, una persona “tosta” che non si abbatte e che “combatte”, non si arrende e lascia poco o non lascia proprio spazio alla fragilità. 

Nella fisica dei materiali, la resilienza è definita come la “capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi”. In ambito psicologico la resilienza viene utilizzata per descrivere “la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà”.  Se leggi attentamente potrai notare che la parola resilienza è quasi sinonimo di resistenza. 

Nel mio corpo, invece ho sempre associato ( probabilmente sbagliando) la resilienza  alla capacità di saper affrontare le difficoltà con atteggiamento propositivo restando aperta con sensibilità alle opportunità. Una persona resiliente è per me una persona che sa trasformarsi in seguito alle difficoltà. 

Poi ho incontrato il principio di antifragilità e sono arrivati i dubbi intellettuali.

L’Antifragilità, principio utilizzato da Nassim Taleb nel suo libro “Antifragilità. Prosperare nel disordine”, riguarda la capacità di trasformarsi e migliorare proprio in seguito ad eventi difficili e stress prolungati. In un certo senso, (molto riduttivo), è la possibilità di ammettere che attraversare un periodo difficile, non solo è possibile, ma può anche essere una via di trasformazione e cambiamento migliorativo. Superare un momento di crisi ci rende sempre persone “diverse da prima”. Utilizzare i periodi difficili e bui per scoprire chi sei, cosa vuoi realmente, per crescere e creare percorsi diversi è un modo per “prosperare nel disordine”.

Se il principio di antifragilità ti è nuovo non c’e’ cosa migliore che approfondirlo attraverso l’autore che per primo ne ha parlato (Nassim Taleb). Non è una lettura semplice, ti avviso.

Forza e fragilità: la mia scelta

Detto ciò, io, come ho scritto sopra, ho dato priorità alle parole che posso riconoscere nel corpo: Forza e Fragilità. Con l’esperienza mi sono resa conto che la fragilità possiede al suo interno una forza particolare che permette di uscire da una crisi trasformate.
Io credo fortemente che lo scopo di una crisi sia quello di uscirne diverse da prima. La crisi è per me un momento di trasformazione e cambiamento importante.

Ora lascio a te la riflessione su questi termini.

“In laboratorio”, un capitolo decisamente denso e ricco, puoi anche trovare uno spunto per scoprire una nuova strada di consapevolezza del dolore attraverso l’arte del kintsugi. Ne ho accennato tempo fa anche in questo articolo, se lo hai perso vai a leggerlo.

Photo by Denny Müller on Unsplash

2 pensieri su “In laboratorio: forza e fragilità”

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