Consapevolezza Corporea, Prenditi cura di te

La resilienza “giapponese”: il kintsugi

La resilienza è una parola che si incontra abbastanza presto sul cammino della consapevolezza. Essere o diventare resilienti è un argomento che ho già trattato nell’articolo “La resilienza è una scelta consapevole” (ti invito a leggerlo).

Approfondendo l’argomento nel mio percorso di studi, mi sono imbattuta nella parola kintsugi ( o kintsukoroi) che mi piace chiamare resilienza giapponese, per via della sua origine.

L’arte del kintsugi è una tecnica artistica nata in Giappone che consiste nella riparazione di un oggetto rotto attraverso l’ esaltazione delle crepe con un metallo prezioso. La filosofia che se ne può ricavare applicando il concetto di base di questa tecnica alla vita, è quello di trasformare le proprie ferite riempiendole di oro.

Rendere preziose le proprie fragilità. Essere o diventare consapevole che la tua unicita’ dipende soprattutto dalla tua capacità di trasformare le ferite in oro e’ un grande passaggio nel percorso di crescita. Significa incontrare la fragilità con coraggio e imparare una lezione da una sofferenza che, con il tempo, si trasforma in forza.

Come si trasforma una ferita, una sofferenza, un dolore, in qualcosa di prezioso?

Nell’arte del kintsugi esistono diverse fasi che richiedono tempo, costanza, ripetizione della tecnica e pazienza. E’ un processo lungo che richiede a volte anche mesi per rifinire l’oggetto. E’ una tecnica che richiede azioni come raccogliere, pulire, togliere, aggiungere, osservare, levigare, assemblare, ricostruire, trasformare. Spesso richiede di ripetere i passaggi piu’ di una volta. Esattamente quello che succede in un percorso di trasformazione di un dolore o di una sofferenza in lezione di consapevolezza .

È con l’ascolto del tuo corpo, del tuo intuito e mantenendo la fiducia nel processo che scoprirai in che modo riempire di oro le tue ferite. Ognuna di noi trova la propria strategia quando impara ad ascoltarsi e a prendersi cura di se stessa.

Photo by Karim MANJRA on Unsplash

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