Consapevolezza, scrittura creativa

Cadi 7 volte Rialzati 8

“Cadi 7 volte, rialzati 8” : ovvero come sopravvivere ad una vita da libera professionista .

Da quando ho scelto di lasciare un posto a tempo indeterminato tre anni fa e diventare una libera professionista ho provato svariate cadute e ho sperimentato diversi fallimenti. Credo di essere “caduta” piu’ di 7 volte e credo di avere accumulato un po’ di pratica nel rialzarmi .

Oggi voglio raccontartene solo tre perché credo nella pratica terapeutica della scrittura condivisa e perché, se sei una libera professionista potresti riconoscere le mie stesse cadute e se non lo sei, probabilmente potresti evitarl, ma sono certa che ne farai altre di tue.

Il primo scivolone l’ho fatto quando, reduce da anni di superlavoro e formazione aggiuntiva, in recupero da un burn out, mi sono organizzata il nuovo orario di lavoro e per l’ansia di non farcela “ad arrivare a fine mese” mi sono costruita un lavoro a sicuro rendimento economico ma anche sicuro esaurimento delle energie!

Il secondo scivolone l’ho fatto quando ho accettato un lavoro che in cuor mio non volevo piu’ fare, sempre per l’ansia di non farcela e mi sono ritrovata ad avere nausea e vomito ogni volta che devo affrontarlo.

Il terzo scivolone subito connesso al precedente e’ stato non ascoltare l’intuito che mi ha indicato la via piu’ volte attraverso strade piene di creativita’ , ma per paura che i miei sogni si potessero avverare cosi’ velocemente, ho sbattuto energicamente la porta quando una grande occasione si e’ presentata davanti a me. Eh si il terzo scivolone lo potrei chiamare l’occasione perduta!

Perche’ a volte la paura del successo e’ piu’ forte di quella del fallimento.

Detto questo, sono ancora qua.

Se pensi che ora ti stia per dire che il segreto e’ non mollare, non perdere la motivazione, allenare la resilienza e non smettere di credere nei sogni hai perfettamente ragione, se pensi che sia facile ti sbagli.

Ultimamente, infatti, sono piu’ i giorni in cui uscirei per cercarmi un lavoro (qualsiasi) da dipendente per non avere a che fare con questa ansia e questi conflitti interni ,oppure giorni in cui mi sembra che la montagna che mi sono prefissata di scalare e’ davvero troppo alta per me.

Eppure, se sono ancora qua e’ perché ho imparato proprio grazie alle cadute. Questo non significa che sono una fan del dolore o dei fallimenti, o del sacrificio in vista dell’ideale, tutt’altro!

L’insegnamento che si trae da una caduta lo scopri solo se ti permetti di stare a terra un po’, se ti permetti di arrabbiarti, di avere una giornata no, di piangere. Se ti rialzi subito dicendo “non mi sono fatta niente” non impari nulla.

Le cadute fanno male e ritrovarsi con il sedere per terra non sempre e’ piacevole a meno che tu stia facendo meditazione 😉

Eppure, se sono ancora qua e’ perché dopo essere stata a terra per un po’, quando mi alzo (a volte da sola, a volte con la mano di qualcuno) , mi tolgo la terra dai vestiti, accendo la luce interiore e come per magia mi trovo una forza in piu’, un’idea creativa in piu’, una motivazione in piu’ e l’energia per affrontare il prossimo scivolone purche’ sia qualcosa di nuovo e non a breve

Eppure, se sono ancora qua e’ perché la sera a letto prima di chiudere gli occhi penso che crearmi ogni giorno il lavoro che voglio e la vita che desidero sia l’unica cosa che davvero conta per me, e allora con il sorriso chiudo gli occhi e affronto la notte che tanto non mi fa piu’ paura.

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